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dai GIORNALI di OGGI

A giorni vareremo un nuovo provvedimento per il credito a consumo

Berlusconi: "Per battere la crisi interventi per 40 miliardi in tre anni"

2009-02-03

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CORRIERE della SERA

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2009-02-03

2009-02-02

A giorni vareremo un nuovo provvedimento per il credito a consumo

Berlusconi: "Per battere la crisi

interventi per 40 miliardi in tre anni"

Il premier per telefono alla kermesse di Rotondi ad Avellino: "Si potrà arrivare a 80"

AVELLINO - "Il pacchetto dei nostri interventi è pari in tutto a 40 miliardi di euro per l'economia in tre anni. Si tratta di soldi reali ed è una cifra compatibile con il nostro debito pubblico. La cifra salirà a 80 miliardi di euro poi con i contributi europei". Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente a "Governincontra", la kermesse organizzata dal ministro dell'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi nel teatro Gesualdo di Avellino, ha inteso così rassicurare sull'impegno del governo per fronteggiare l'attuale crisi economica.

CREDITO AL CONSUMO - Poi ha spiegato gli altri interventi: "Per la crisi abbiamo fatto e stiamo facendo molto. A giorni vareremo un nuovo provvedimento per il credito a consumo e per garantire nuovi settori strategici. Abbiamo messo in porto - prosegue - anche riforme per colmare i ritardi del sistema Paese che abbiamo ereditato. Lo sappiamo che per realizzare grandi opere occorrono 10-15 anni ma stiamo agendo con la determinazione necessaria. Stiamo lavorando in tutti i modi anche per un ritorno in campo energetico attraverso il rilancio del nucleare e per accordi sulle forniture di gas. Io credo - conclude Berlusconi - che grazie a tutto questo il sistema in pochi anni sarà migliore".

LA FINANZIARIA - "Se non avessimo fatto la finanziaria prima dello scoppio della crisi, avremmo pagato un prezzo pesantissimo, molto più oneroso. In pochi mesi -ha detto il premier- l'Italia ha acquisito autorevolezza all'estero come mai prima, nei rapporti diplomatici, e in particolare di fronte all'esplosione della crisi finanziaria. Siamo stati i primi, dopo lo scoppio della crisi, a garantire la solidità del sistema bancario e a dire che nessuno avrebbe perso un euro".

ALITALIA - Anche sulla compagnia di bandiera ha precisato: "È falso e disonesto dire, come continua a dire la sinistra, che il debito di quattro miliardi di Alitalia sia a carico dei cittadini, quel debito è a carico dei soci". Berlusconi spiega che a sinistra "insistono nel dire che Air France diventerà padrona di Alitalia. Oggi collabora commercialmente con noi ed è socio di assoluta minoranza. E non è neppure vero- aggiunge il premier- che ci sono 4 miliardi di debiti pregressi caricati sulle spalle italiani: faranno carico agli azionisti di Alitalia". Ma Air France, conclude Berlusconi, "non aveva mai fatto un'offerta per incamerare i debiti pregressi. E non siamo stati noi a dire "no" ad Air France ma i sindacati".

I MEDIA MANIPOLANO - Poi l'intervento del presidente del Consiglio si sposta sull'informazione: "Da parte dei media continua ad esserci una disinformazione, una manipolazione dei fatti, così come avvenne alla conferenza stampa di fine anno quando parlai a lungo delle cose fatte dal governo e i giornali titolarono sul presidenzialismo che io avevo chiarito essere un tema non all'ordine del giorno. Io avevo detto di essere d'accordo - ha detto Berlusconi - anche perché continuo a ritenere che il premier da noi abbia solo il potere di indicare l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Ma specificai e precisai che si trattava di un argomento non in agenda, che avrebbe avuto bisogno di un'intesa tra maggioranza e opposizione e che comunque si sarebbe fatto semmai entro la legislatura. Eppure i giornali aprirono tutti sulla mia frase sul presidenzialismo ignorando il resto - ha aggiunto - si è trattato dell'ennesima manipolazione mediatica fatta ad arte per suscitare inutili polemiche".

LA FEBBRE - Prima di chiudere il suo intervento, il Cavaliere accetta l'invito del leader della Dca, che gli ha chiesto se il suo stato di salute è migliorato. Il premier infatti è rimasto a Milano tutta la settimana scorsa perchè costretto a letto da un'influenza: "Mi prenoto sicuramente per venire di persona lì la prossima volta. Anche perchè, dopo la febbre che mi ha colpito per tutta la settimana scorsa, mentre prima sarei venuto più in carne che in ossa, essendo dimagrito 4 chili, vengo con la carne giusta...".

02 febbraio 2009

 

 

 

 

CONTRO LE AMBIZIONI CENTRALISTE

Il localismo che fa bene

di Giuseppe De Rita

Mesi fa, dopo lo sconquasso provocato dalle elezioni politiche, andò di moda, specialmente a sinistra, la esigenza di tornare al territorio e di rifare osmosi con le diverse realtà locali. Poi tutto è rifluito nel centralismo democratico, magari attraversato da qualche ventata polemica con i cacicchi di periferia.

Viene da domandarsi oggi quale ruolo giuochino o possano giocare le diverse realtà locali, e le loro assunzioni di responsabilità, nello sconquasso provocato dalla grande onda di crisi finanziaria e poi trasposto in una sottile ma endemica difficoltà dell'economia reale. Come sempre nelle crisi violente ed inattese, la reazione istintiva si orienta alla verticalizzazione decisionale, anche perché le drammatizzazioni mediatiche spingono verso l'alto la domanda e la ricerca di adeguati interventi. Siamo quindi tutti in attesa di quel che farà il governo (magari d'intesa con altri governi e con le autorità sopranazionali); di quel che faranno le grandi centrali finanziarie e bancarie; di come potranno essere risolti i problemi delle grandi imprese in difficoltà. Alla periferia, se dobbiamo dar retta alle intenzioni, si guarda prevalentemente per deputare le amministrazioni regionali all'articolazione e all'applicazione operativa degli ammortizzatori sociali.

È probabile però che sia un errore non far riferimento al modo in cui la realtà locale vive la crisi, in una articolazione di atteggiamenti e comportamenti che è più chiaroscurata delle fosche tinte usate a livello centrale. Ci sono sindaci e presidenti provinciali che stanno valutando e programmando interventi anticiclici, facendo leva sulla riorganizzazione localistica del welfare e più ancora su incentivi alla manutenzione (di abitazioni, di boschi, di edifici scolastici, ecc.) che potrebbero coinvolgere molecolari interventi finanziari delle famiglie magari incrociati con segmenti di fondi europei.

Ci sono aziende di servizio pubblico locale che si dichiarano pronte a fare significativi investimenti in cambio di sostenibili aumenti tariffari. Ci sono banche a forte caratterizzazione locale che già ridanno fiato al mondo delle imprese (le banche di credito cooperativo hanno decisamente aumentato gli impieghi, contro la rigidità un po' egoista delle grandi banche nazionali). Ci sono fondazioni bancarie che giustamente il ministro Tremonti ha sollecitato a esser soggetti di capitale sociale orientato allo sviluppo locale. Ci sono distretti che stanno dimostrando di essere più che vigili sull'evoluzione delle loro filiere settoriali e di poter quindi presidiare il potenziale rilancio dell'export. Ci sono innumerevoli piccole e medie imprese che usano la crisi (e la cassa integrazione) per ristrutturarsi, mantenendosi rigorosamente liquide e guardandosi intorno "per comprare", ove se ne configurino oggetti e tempi opportuni.

Come sempre nelle difficoltà, la voglia di sopravvivere e rilanciare si afferma come una nostra costante silenziosa scelta.

Nessuno può pensare, anche fra i più accesi localisti, che tutto ciò possa bastare per superare la grande turbolenza che stiamo attraversando. Ma sapienza italiana vorrebbe che in questo anno difficilissimo mettessimo tutto a contributo: non abbiamo da anni uno sviluppo e un sistema di vertice, ma uno sviluppo molecolare, a tanti soggetti, e siamo, quindi, un sistema articolato e diffuso.

Cedere alla paura di vertice sarebbe un errore, fare sistema e politica solo al vertice sarebbe non solo uno sbaglio ma una autocastrazione controproducente; non sarebbe male, allora, tentare una politica di promozione e sostegno delle spinte localistiche che, come visto, sono già in essere.

Non ripetiamo quindi in economia quelle ambizioni centralistiche che nel recente passato politico hanno prodotto cattivo frutto.

03 febbraio 2009

REPUBBLICA

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2009-02-03

2009-02-02

Il premier torna anche sulla giustizia: "Riforma del processo penale pronta

Sulle intercettazioni raggiunta intesa, limite di 30 giorni più altri 30 di proroga"

Crisi, il piano di Berlusconi

"Si può arrivare a 80 miliardi"

Fassina (Pd): "Il Cavaliere continua a dare i numeri"

Crisi, il piano di Berlusconi "Si può arrivare a 80 miliardi"

AVELLINO - "Il governo ha messo a disposizione del sistema 40 miliardi di euro per i prossimi tre anni", "una cifra che è compatibile con il debito pubblico" e che potrà arrivare anche fino a 80 miliardi di euro "grazie ai fondi europei". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente a 'Governincontra'.

"Sono soldi reali - ha aggiunto Berlusconi - che transiteranno dallo Stato all'economia reale". Il premier ha citato in particolare i fondi per le infrastrutture, i finanziamenti alle imprese e gli aiuti al settore auto".

"Berlusconi continua a dare i numeri. La crisi economica è ogni giorno più dura ed il premier ripete cifre che nulla hanno a che vedere con interventi anti-ciclici" replica Stefano Fassina, consigliere economico del governo ombra del Pd: "Dopo dieci manovre di finanza pubblica da giugno a dicembre, non vi è un euro aggiuntivo per affrontare la crisi. Lo ripetiamo per l'ennesima volta: gli 80 miliardi di euro strombazzati anche oggi dal premier sono risorse interamente previste in Bilancio ben prima della crisi".

Nel suo intervento il Cavaliere è anche tornato sulla giustizia, annunciando che "il testo sulla riforma delprocesso penale è pronto e sarà presentato in uno dei prossimi Consigli dei ministri". Nel dettaglio, uno dei punti fermi sarà "la separazione degli ordini e cioè l'ordine degli avvocati dell'accusa diviso da quello degli avvocati della difesa".

Sul tema caldissimo delle intercettazioni il premier spiega che "ora c'è l'accordo per limitarle ai reati più gravi e per un tempo limitato di 30 giorni prorogabile di 15 più 15". Gli risponde Lanfranco Tenaglia (Pd). "Sulla giustizia continua il suo gioco degli specchi. L'accordo nella maggioranza sulle intercettazioni avrà come solo prodotto quello di impedire le indagini per gravissimi reati come le rapine in villa, con buona pace della Lega e dei proclami sulla sicurezza dei cittadini".

(2 febbraio 2009

 

L'UNITA'

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2009-02-03

 

 

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-02-03

 

Berlusconi: a giorni provvedimento per il credito a consumo

2 febbraio 2008

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"A giorni vareremo un nuovo provvedimento per il credito a consumo e per garantire nuovi settori strategici". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso di un collegamento telefonico alla kermesse "Governincontra" di Gianfranco Rotondi.

"Abbiamo messo in porto - prosegue - anche riforme per colmare i ritardi del sistema Paese che abbiamo ereditato. Lo sappiamo che per realizzare grandi opere occorrono 10-15 anni ma stiamo agendo con la determinazione necessaria. Stiamo lavorando in tutti i modi anche per un ritorno in campo energetico attraverso il rilancio del nucleare e per accordi sulle forniture di gas. Io credo - conclude Berlusconi - che grazie a tutto questo il sistema in pochi anni sarà migliore".

Il presidente del Consiglio, parlando di cifre, ha detto: "Il pacchetto dei nostri interventi è pari in tutto a 40 miliardi di euro per l'economia in tre anni. Si tratta di soldi reali ed è una cifra compatibile con il nostro debito pubblico. La cifra salirà a 80 miliardi di euro poi con i contributi europei".

 

 

 

 

 

 

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